BRESCIA, BERGAMO E CREMONA …dal 1957 il settimanale del calcio dilettantistico e giovanile di piemonte e lombardiaEURO 2,60 ANNO 56 NUMERO 19 14 MAGGIO 2012 Il calcio moderno è intensità quindi richiede grande fisicità Ecco perché diventa fondamentale una buona preparazione atletica aldilà delle motivazioni TIZIANO CRUDELI Direttore Editoriale Per arrivare al top nel calcio di oggi i presupposti principali sono velocità d'esecuzione, tecnica, potenza fisica, movimento e governo della palla. La mentalità che accompagna le grandi squadre nasce dalla consapevolezza dei propri notevoli mezzi, dalla propria forza e superiorità. L'autostima le rende autoritarie e padrone del gioco che esercitano a tutto campo facendo leva sulle qualità tecniche individuali in grado di esaltare il collettivo. La fase offensiva viene allora privilegiata e comporta continui inserimenti in zona gol dei difensori e dei centrocampisti, vere e proprie alternative agli attaccanti; la manovra pertanto risulta imprevedibile e le avversarie non hanno precisi punti di riferimento. Così facendo molti giocatori hanno la possibilità di andare a rete. La Juve senza un bomber prolifico ma con 18 marcatori diversi si è laureata Campione d'Italia. Predisposizione offensiva ma anche difesa di ferro. Col sistematico controllo del gioco e con la manovra corale perfettamente organizzata il reparto arretrato dei bianconeri è il meno battuto della nostra massima serie. Componenti fondamentali, che contraddistinguono le prime della classe, sono altresì il pressing, l'intensità, la compattezza, la vicinanza dei reparti, interdizione e recupero rapido della palla sostenuto da un ritmo forsennato e da un atteggiamento aggressivo per impedire alle avversarie lo sviluppo ragionato delle azioni di attacco. Il contributo degli attaccanti, che ripiegano, e i centrocampisti, che coprono e impostano, sono fattori essenziali. Altro aspetto fortemente caratterizzante è il possesso palla, strategia offensiva e di controllo del gioco che comporta elevate doti tecniche e tanto sacrificio necessario per memorizzare i movimenti e i meccanismi con e senza palla, gli smarcamenti, l'occupazione degli spazi e il rispetto dei tempi. E' ovvio ed evidente che in tutto ciò la personalità e la professionalità dell'allenatore sono basilari. Una squadra è grande se è diretta da un tecnico di temperamento, intelligente, preparato, duttile quindi aperto a soluzioni diverse, capace di modificare le proprie idee in base ai giocatori di cui dispone e individuare i punti deboli delle avversarie. Il problema sovente è la continuità di rendimento. Manchester City e United sono spariti dal contesto europeo nel momento in cui sono vistosamente calati fisicamente (impossibile tenere ritmi elevati per tutto l'anno). Il calcio inglese poi è molto più fisico e quindi il dispendio delle energie è maggiore, anche se rispetto al passato, con l'inserimento di molti stranieri, il livello tecnico della Premier League è molto migliorato. Barcellona e Real Madrid, grandi favorite della Champions, sono uscite di scena dalla massima competizione continentale quando, pure loro, hanno accusato delle evidenti flessioni. Se perdono smalto e soprattutto velocità diventano più prevedibili e abbordabili. Al contrario di Bayern Monaco e Chelsea (vincitore della FA Cup), su questo piano sono cresciute alla distanza. La carica motivazionale e l'ottima condizione atletica fanno miracoli tanto che spesso compensano i divari tecnici, col risultato che a fine stagione, nelle partite ad eliminazione diretta, le sorprese vanno messe in preventivo. Fermo restando che le qualità dell'intero complesso rimangono un imprescindibile segno distintivo. Tavecchio minaccia la Grande Serrata Equitalia, via le mani dal calcio MASSIMILIANO GIACOMINI Direttore professionecalcio.eu Il prossimo anno i campionati sotto l'egidia della Lega Dilettanti rischiano di non partire. Parliamo di 1.400.000 mila persone ferme e di una diga sociale che rischia di implodere per colpa dell'Agenzia delle Entrate che sta, o meglio è pronta, a mettere il naso sulle sponsorizzazioni, i famosi 250.000 euro, delle società dilettantistiche. Ci spieghiamo meglio: le società ed associazioni sportive che non abbiano conseguito nel precedente periodo d'imposta proventi commerciali superiori a 250.000 euro, possono scegliere il regime forfetario di cui alla legge n.389/91 che porta… (segue a pagina 10) CARLO TAVECCHIO / Potente capo dei Dilettanti JUNIORES / L'Alcione cede con onore (2-0) ai più quotati bergamaschi SARNICO DELIRIO ORA SCUDETTO Prandelli convoca il figlio in nazionale Ultimo caso di una Figc in stato confusionale DILETTANTI Valle Brembana in Eccellenza Clamoroso epilogo nel girone C: la squadra di Brembilla vince la Promozione da neopromossa ai danni della Galbiatese Oggiono FINALE BERRETTI / Gara 1, l'Atalanta si inchina all'Inter: 3-0 REGIONALI Pontisola, voce bergamasca Aldini unica squadra in gioco con '95 e '97 Allievi: Real Leno, è la fine del sogno Giovanissimi: Vitaloni avanti, Cavalli lo sfida ALLIEVI ‘95 / Mantelli e l'Accademia Inter: 4-0 all'Alzano Cene BRESCIA FeralpiSalò ‘98, che gioia! Juniores: Roncadelle, è festa last-minute Giovanissimi Eccellenza: mercoledì a Sulzano sarà spareggio-campionato Adrense-Valle FIAT UNO / Esultanza originale per il Concesio Juniores GIANCARLO PADOVAN Editorialista e opinionista radio-televisivo Sono certo di non essere il solo. Perché il fatto è sorprendente e doloroso insieme. Infatti da tutti me lo sarai aspettato, ma non da Prandelli. Un c.t. che convoca il figlio, Niccolò, come preparatore atletico in Nazionale, in Italia non si era ancora visto. Avesse fatto il calciatore – e fosse stato bravo come Paolo Maldini che in maglia azzurra c'era già, e per meriti obiettivi, ben prima che ci arrivasse il padre Cesare – nessuno avrebbe fiatato. Ma di preparatori atletici in Italia ce ne sono tanti, alcuni sicuramente con maggiore esperienza di Niccolò. Il quale, tra l'altro, non è esattamente un disoccupato, visto che lavora al Parma del presidente Ghirardi. Ora, secondo me, già non è esattamente un caso che il figlio del c.t. della Nazionale italiana abbia trovato posto in una società calcistica professionistica di serie A. E non è un caso perché, da che mondo è mondo, a parità di condizioni e capacità, il prescelto sarà sempre “il figlio di”. A Niccolò, insomma, era già andata benone. Certamente grazie ai suoi meriti e altrettanto certamente grazie al fatto di chiamarsi Prandelli. Evidentemente, però, al padre c.t. non è bastato sistemare il figlio in quel di Parma. Ha voluto strafare. Non si sa se per amore o per superficialità, ma a Cesare è venuto in mente di chiamare il figlio a collaborare con lui. Secondo me è, come minimo, una decisione di cattivo gusto. Peggio se avallata, come mi sembra logico, dalla Federcalcio. Non che i casi di nepotismo siano estranei all'attività dell'apparato istituzionale tanto nelle Leghe quanto in Federazione. Tuttavia nel momento in cui si parla, da una parte di tagli e dall'altra di merito, un allenatore investito della responsabilità di fare l'Italia calcistica prima dell'Europeo avrebbe dovuto essere più netto, oltre che più prudente. Dunque il figlio no, perché così non si fa. A maggior ragione se nella mano destra si brandisce il codice etico, come fosse la bibbia. www.sprintesport.it SOMMARIO Approfondimento 10 Eccellenza 11 Promozione 16 Prima categoria 19 Juniores regionale 21 Dilettanti regionali 28 Brescia 38 Bergamo 43 IN QUESTO NUMERO ASPETTANDO IL PIEMONTE Martedì sera a Vinovo (ore 20:30) sera a Vinovo (ore 20:30) in campo il Bra e i campioni uscenti della Prosettimo di Sandro Siciliano SPRINT APP In collaborazione con Angelo Scicolone e la sua ZikSoftware abbiamo rilasciato l'App ufficiale di Sprint&Sport. Cercatela nell'App Store
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